Giovedì, Dicembre 14, 2017

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Investire in Spagna

Il quotidiano economico Il Sole-24 ore, lo scorso 31 maggio, pubblicava un'informazione sui vantaggi che il mercato spagnolo offre agli investimenti esteri. Una notizia con dati d'interesse per tutti i soci della Camera di commercio Italo-Spagnola: "Gli imprenditori italiani che vogliono investire in Spagna hanno molto spazio: ci sono agevolazioni fiscali, e non ci sono tanti ostacoli presenti invece in Italia" Per il vicepresidente della Camera italo-spagnola, Walter Ciastellardo, non ci sono dubbi: investire in Spagna resta conveniente. Lo sanno bene i tedeschi, che oltre 20 anni fa cominciarono ad acquistare terreni sulla costa andalusa, prevedendo il peso turistico che la Spagna avrebbe conquistato a livello internazionale (oggi è la seconda meta del turismo mondiale). Da allora, le cose sono cambiate, ma la Spagna resta all'avanguardia negli strumenti per attirare capitali ed imprese straniere. Una comunità piccola come l'aragona, con poco più di 1,2 milioni di abitanti, ha appena avviato un progetto unico in tutta la Ue: si chiama Invexta. "Ê un piano di aiuti, all'interno dei fondi comunitari, progettato per le imprese straniere che hanno già avviato una loro attività nella nostra regione - spiega Javier Martinez, dell'Istituto di Sviluppo aragonese-. I fondi dipendono dalla zona. Per esempio, nella provincia di Teruel, la meno sviluppata, la comunità aragonese fornisce all'impresa una sovvenzione fino al 30% dell'investimento totale. nella provincia di Saragozza l'aiuto è del 20%. Nella comunità aragonese lavorano già da tempo diverse industrie italiane nei settori più diversi: dai macchinari agricoli ai pannelli isolanti. "Per le nuove imprese straniere che vogliono investire in Aragona - aggiunge Mertinez - sono previsti anche corsi di formazione all'estero: la nostra regione paga una arte di costi". Ma gli aiuti delle comunità non sono l'unico segreto spagnolo. "Un fattore che continua ad attirare molto gli investitori stranieri - aggiunge il vicepresidente della Camera italo-spagnola - è la flessibilità del mercato del lavoro spagnolo: i contratti a tempo determinato sono più facili che in Italia, e questo permette di avviare velocemente anche piccole attività, senza ricorrere a personale in nero". Secondo Ciastellardo, i settori nei quali c'è ancora molto spazio per le imprese italiane in Spagna, sono la moda, alimentare ed i mobili. Per quanto riguarda gli investimenti di capitali stranieri nelle imprese spagnole, il primo Paese Ue é il Portogallo con 10,3 miliardi di euro (ma nella cifra sono comprese le transazioni finanziarie che falsano la graduatoria). Portogallo a parte, nel 2001 i Paesi europei che hanno investito di più nelle imprese spagnole sono stati: Olanda, Lussemburgo, Francia, Gran Bretagna, Italia (con oltre un miliardo di euro) e Germania. Gli Usa hanno investito oltre otto miliardi di euro. Nella grande industria, la parte del leone degli investimenti stranieri è ancora quella delle multinazionali automobilistiche (la Spagna oggi è la quinta produttrice mondiale di auto). Ma c'è anche un altro settore chiave per la Spagna: quello immobiliare. L'ingresso dell'euro ha portato il flusso degli investimenti stranieri a 5 miliardi di euro, il doppio del 1998. Il boom ha riguardato soprattutto le zone più turistiche.

Alcune fiere in programma:

 

EXPOPYMES 2008

III Salón Profesional de productos y servicios para las pymes

Fiera Internazionale della moda bambino

Malaga, 27-28 novembre 2008

Palacio de Ferias y Congresos de Málaga

www.expopyme.es

 

FITUR

Feria Internacional de Turismo

Madrid, 28 gennaio – 1 febbraio 2009

IFEMA Madrid

www.ifema.es
sil@el-consorci.com

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