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Legge 181 del 15/5/1989 - Rilancio aree industriali

La legge 181 finanzia la reindustrializzazione e il rilancio delle aree industriali colpite da crisi di settore.  Nata per far fronte alla grave crisi siderurgica degli anni '80, la legge 181 si è dimostrata un efficace strumento per promuovere nuove iniziative industriali, rivitalizzare il sistema imprenditoriale locale e creare nuova occupazione stabile.

La 181 è uno strumento agevolativo per le imprese istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

I fondi sono gestiti dall'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo Sviluppo d'impresa Spa, che ha l'incarico di valutare i progetti ed erogare le agevolazioni.

La legge 181 prevede agevolazioni a favore di aziende di ogni dimensione che intendano realizzare progetti imprenditoriali nelle aree di crisi.

L'Agenzia non si limita a concedere incentivi, ma gestisce il progetto di rilancio industriale e di riqualificazione del territorio.

Per favorire il rilancio delle aree di crisi, oltre a riconvertire e riqualificare aree industriali dismesse, l'Agenzia presiede il processo di attrazione di investimenti esterni, gestendo direttamente i finanziamenti e le partecipazioni nel capitale sociale delle imprese.
Il processo di valutazione e attuazione della legge 181 è certificato ISO 9001 per garantire trasparenza e certezza sia per il committente (Ministero dello Sviluppo Economico) che per le imprese beneficiarie.

La legge 181 si rivolge a piccole, medie e grandi imprese economicamente e finanziariamente sane e operanti nei seguenti settori:

  • attività estrattive, manifatturiere e di produzione dell'energia elettrica;
  • fornitura di servizi.

 Le agevolazioni della legge 181 sono riservate ai progetti che prevedono:

  • creazione di nuove unità produttive;
  • ampliamenti, ammodernamenti, delocalizzazioni, ristrutturazioni o riattivazioni di impianti esistenti;

che, in ogni caso, producano nuova occupazione, in aggiunta a quella preesistente.

Le agevolazioni della legge 181 consistono in un contributo a fondo perduto che può arrivare:

  • al Centro-Nord fino al 25% degli investimenti ammissibili
  • al Sud fino al 40% degli investimenti ammissibili

In aggiunta, chi investe nel Sud può ottenere un finanziamento agevolato per un importo fino al 30% degli investimenti ammissibili; la durata massima è di 10 anni, compresi i primi 3 di ammortamento.

I contributi a fondo perduto e i finanziamenti agevolati vengono concessi a condizione che l'Agenzia acquisisca una partecipazione temporanea di minoranza nel capitale sociale dell'azienda beneficiaria, riscattabile nell'arco di cinque anni.

In ogni caso è necessario che i soci dell'impresa beneficiaria apportino mezzi propri (capitale sociale) pari ad almeno il 30% dell'investimento.

Le agevolazioni sono erogate parallelamente allo stato di avanzamento dei lavori. Ciascun SAL deve essere pari almeno al 15% dell'intero programma investimenti.
È possibile ammettere alle agevolazioni le spese sostenute per:

  • progettazione e studi di fattibilità
  • fabbricati, opere murarie e infrastrutture
  • nuove attrezzature e macchinari
  • software informatici commisurati alla produzione e alle necessità gestionali dell'impresa
  • brevetti relativi a nuove tecnologie e processi di produzione
  • mobili per ufficio e arredi


Mentre sono escluse dalle agevolazioni le spese relative a:

  • studio e sviluppo dei prodotti
  • scorte
  • imposte, tasse, spese notarili
  • fabbricati già agevolati
  • attrezzature e macchinari usati
  • beni acquisiti in leasing
  • attrezzature non ammortizzabili


Le spese che è possibile ammettere alle agevolazioni sono individuate in base all'allegato 3 del DM - 312 dell'8 gennaio 2009.

Per sapere esattamente quali sono i Comuni compresi nelle aree di crisi con i relativi massimali di intensità di aiuto vigenti per il periodo 2007-2013, è possibile consultare e scaricare il documento sul portale dell’Agenzia: www.invitalia.it.

L'intervento è regolato da appositi contratti che disciplinano l'acquisizione della partecipazione, le regole di corporate governance e le modalità di way out obbligatoria.

Acquisizione della partecipazione.

L'Agenzia acquisisce la partecipazione attraverso la sottoscrizione di parte dell'aumento di capitale:

  • In forma minoritaria
  • per un periodo di tempo definito (max 5 anni).

Corporate governance

Nel periodo di permanenza nel capitale sociale dell'impresa, l'Agenzia richiede tra l'altro:

  • bilanci certificati
  • budget e report periodici sull'andamento della gestione.

Way out

La cessione della partecipazione è obbligatoria e si realizza attraverso l'acquisto, a un prezzo predeterminato, della quota dell'Agenzia di norma da parte dei soci privati al completamento del progetto e, comunque, non oltre i 5 anni dall'ingresso.

L'Agenzia esamina i progetti sotto il profilo economico, finanziario e tecnico.
La valutazione si divide in due fasi: ammissibilità e istruttoria.

Il processo di valutazione e attuazione della legge 181 è certificato secondo la norma UNI-EN ISO 9001. www.invitalia.it

 

 

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