Lunedì, Febbraio 19, 2018

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Ganasce fiscali e riscossione: stop a Equitalia

Equitalia: approvata in Commissione Finanze una risoluzione bipartisan contenente due provvedimenti che tutelano le imprese e che potrebbe diventare un emendamento al Decreto Sviluppo. La proposta è di uno stop alle ganasce fiscali, ovvero il fermo amministrativo di macchine e macchinari di imprese morose, volto a sollecitare i versamenti dovuti agli enti di riscossione. Si chiede l'introduzione di «elementi di maggiore flessibilità nelle procedure di riscossione coattiva» per mezzo di «un intervento normativo teso a rendere strutturale la possibilità di concedere al debitore un nuovo piano di rateazione in caso di mancato pagamento di una o più rate, determinato da un comprovato peggioramento della situazione di difficoltà economica del debitore stesso».

Inoltre si chiede che venga tolta ad Equitalia la riscossione delle multe tornando a dare la responsabilità delle stesse ai Comuni, anche in vista del federalismo fiscale. Deve quindi essere riorganizzato il «sistema della riscossione coattiva da parte dei Comuni, verificando in tale contesto l'opportunità di concentrare l'operatività di Equitalia sulla riscossione dei crediti di natura tributaria e contributiva, lasciando al sistema della riscossione degli enti locali la competenza in materia di riscossione delle altre entrate di spettanza dei medesimi enti locali».

L'altro punto riguarda la disciplina della riscossione degli importi "non significativi" (inferiori a 2mila euro), facendo sì che l'agente della riscossione sia «tenuto semplicemente ad inviare al debitore solleciti di pagamento».

Per quanto riguarda il meccanismo di espropriazione immobili, maggioranza e opposizione chiedono all'Esecutivo che venga elevato «a 20.000 euro l'importo al di sotto del quale non è possibile iscrivere ipoteca ovvero procedere ad espropriazione» e che «qualora il debitore risulti proprietario di un solo immobile nel quale abbia la propria residenza, l'iscrizione ipotecaria sia necessariamente preceduta dalla notifica di una comunicazione preventiva, che assegni al debitore stesso un termine di trenta giorni per effettuare il pagamento, prima che si proceda all'iscrizione del gravame».

Va infine rivisto anche il meccanismo di calcolo delle sanzioni tributarie «escludendo forme di anatocismo, legate all'applicazione di ulteriori interessi sulle sanzioni e sugli interessi di mora maturati per il mancato pagamento dei debiti tributari, limitando la crescita degli oneri connessi ai ruoli esecutivi e rivedendo il meccanismo dei compensi di riscossione».

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