Martedì, Maggio 22, 2018

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Fisco e conti correnti: via libera del Garante

Via libera dal Garante Privacy alla comunicazione al Fisco dei dati sensibili sui conti correnti degli Italiani: approvato il Regolamento attuativo della nuova misura di controllo fiscale, prevista dal Decreto Salva Italia 2011.

Non appena pronta l’infrastruttura (SID) – il sistema di interscambio dati, previsto per fine 2012 – potrà entrare in vigore la nuova norma anti-evasione fiscale.  Dunque, dovrebbero scattare dal 2013 le nuove comunicazioni da parte degli operatori finanziari all’Agenzia delle Entrate delle informazioni su movimenti e operazioni bancarie.

I dati da inviare

Oggetto di comunicazione non sono solo i dati dei conti correnti, ma anche quelli di conto titoli, carte di credito e di debito, fondi di investimento, gestioni patrimoniali, certificati di deposito e buoni fruttiferi. Sono escluse le operazioni tramite bollettino di conto corrente postale di importo unitario inferiore a 1.500 euro.

Oltre alle comunicazioni già effettuate all’anagrafe finanziaria (dati identificativi correntista, codice fiscale), verranno ora inviati anche il saldo del conto corrente e l’importo totale delle operazioni in entrata e in uscita nel corso dell’anno.

 

Il Salva Italia prevede che vengano comunicati ogni anno entro il 31 marzo i movimenti dell’anno precedente. Il Regolamento stabilisce inoltre le seguenti scadenze:

 

  • dati 2011: trasmessi entro il 10 aprile 2013.
  • dati 2012 trasmessi entro il 18 luglio 2013.

Utilizzo dei dati

Mancano ancora le indicazioni su come il Fisco potrà usare i dati dei contribuenti. Mentre la prima bozza di Regolamento escludeva che i dati potessero divenire oggetto diretto dell’attività diaccertamento, il nuovo provvedimento non contiene più alcuna indicazione sull’utilizzo dei dati.

Su richiesta del’Authority, l’Agenzia si è limitata a mettere a punto un provvedimento che disciplina «unicamente le modalità con le quali deve  essere effettuata la comunicazione integrativa annuale e la conservazione dei dati comunicati, in attuazione dei commi 2 e 3 dell’art. 11 del decreto legge  n. 201 del 2011».

Le finalità di utilizzo dei dati, in attuazione del comma 4 dello stesso articolo 11 del Salva Italia, saranno oggetto di un ulteriore provvedimento del Direttore dell’Agenzia «in cui  – specifica il Garante – saranno individuati i criteri per l’elaborazione delle liste selettive di contribuenti a maggior rischio evasione» (come previsto dal comma 4 dell’articolo 11 del Salva Italia). E anche questo provvedimento dovrà preventivamente essere sottoposto al Garante.

Il sistema di invio

Il documento approvato fornisce le modalità di invio dei dati al Fisco da parte di banche e operatori finanziari ossia: banche, Poste Italiane, intermediari e operatori finanziari, SGR, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio. Il sistema di trasmissione dati SID – che entrerà in funzione previo test del Garante Privacy – garantirà procedure automatizzate.

Banche e operatori finanziari dovranno utilizzare due sistemi alternativi di intercambio informatizzato con il SID: un server FTP, cioè un “nodo” di colloquio con l’Agenzia (su richiesta del Garante, il protocollo dovrà essere cifrato), o il servizio di Posta elettronica certificata (PEC), utilizzabile in caso di file di piccole e medie dimensioni.

Il Garante ha espresso poi una serie di raccomandazioni relative alla protezione dei dati, che tiene conto anche delle esigenze dei piccoli operatori finanziari che non riescono ad automatizzare completamente le procedure di estrazione dati e invio (leggi le direttive del Garante).

La trasmissione dei file all’Agenzia delle Entrate dovrà essere effettuataesclusivamente dall’operatore finanziario, che non potrà avvalersi di intermediari fiscali e dovrà utilizzare meccanismi automatizzati di estrazione, composizione, compressione e cifratura.

Il file cifrato dovrà essere conservato nei nodi FTP per il tempo strettamente necessario allo scambio dei dati. Il periodo di conservazione dei dati presso il Fisco non potrà invece superare i 6 anni, allo scadere dei quali le informazioni saranno automaticamente cancellate.

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