Sabato, Dicembre 16, 2017

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Duomo di San Cataldo

Duomo di San Cataldo

Nel cuore della vecchia Taranto troviamo il Duomo di San Cataldo, sorto sui resti di un tempio paghano, probabilmente dedicato alla Dea Vittoria, nonche' sui resti di un successivo edificio sacro, riconducilbile al IV sec. (periodo di fondazione delle prime basiliche cristiane).

L'antica chiesa, nota come Catterale di Santa Maria, non sopravvisse alla distruzione della citta' ad opera dei saraceni nel 927; il successivo programma di ricostruzione del 963, operato dall'imperatore di Costantinopoli, Niceforo Foca, prevedeva tra l'altro il suo ripristino.

Intorno al 1050, l'arcivescovo normanno Drogone, decise di distruggerla completamente e di riedificarla fin dalle fondamenta, allo scopo di edificare la nuova Cattedrale; durante i lavori fu rinvenuto il tumulo di S. Cataldo, e du qui la dedica della struttura. Vittima di una serie di rimaneggiamenti, l'edificio e' stato riportato negli ultimi anni alle sue linee originarie, tranne che nella facciata che onserva le forme barocche apportategli da Mauro Maniero nel 1713.

In stile rocaille (cherubini e conchiglie), la facciata e' tagliata orizzontalmente da un architrave spezzato e, sui tronconi, sono adagiati due angeli che fiancheggiano la croce e guardano il finestrone centrale, incorniciato da un festone floreale e capeggiato dalla statua in pietra di S. Cataldo. Nella meta' inferiore, presenta due nicchie con le statue di S. Marco e S. Pietro, primi evangelizzatori di Taranto; nella meta' superiore, altre due nicchie con le statue di Sant'Irene e S. Rocco. L'adiacente campanile che risaliva la 1413 e' stato anch'esso completamente rifatto in uno degli ultimi restaturi apportati.

Entrando nella chiesa, si passa attraverso un vestibolo quattrocentesco, ornato da colonne colonne con capitelli bizantini, che introduce al Battistero: di pregevole importanza il fonte battesimale, consistente consistente in una vasca monolitica, riscalpellata in epoca barocca, sormontata da un baldacchino formato da parti medioevali ricomposte nel '500.

La chiesa presenta una pianta basilicale a tre navate divise da 16 colonne di marmi vari di diversa altezza (il che fa supporre una provenienza da edifici diversi) con capitelli bizantini e romanici che sostengono archi a pieno centro. Le navate sono coperte da uno splendido cassettonato ligneo del XVII sec., dorato nel 1713. Per due scale, dalle navate si accede al transetto, la cui cupola si eleva per 23 metri dal piano dell'edificio. Alla destra del coro troviamo la sontuosa cappella barocca dedicata a S. Cataldo, detta anche Cappellone.

Voluta dall'arcivescovo Caracciolo, i lavori della cappella iniziarono nel 1657 e furono ultimati nel 1717 anche grazie al contributo finanziario popolare; rilevante il vestibolo, che oltre a due sculture di pregio, ospita un mirabile organo del settecento. Tutta la superficie del Cappellone e' un unico grande arabesco di marmi policromi e di intarsi, che suscita nel visitatore un'emozione unica. All'interno troviamo 10 statue di santi, in marmo e in altrettante nicchie; sull'altare invece, troneggia una statua d'argento di S. Cataldo.

Nella parte anteriore dell'altare, una scalinata porta alla cripta, che e' divisa in due navate da colonne tozze e basse, su cui poggiano grandi arcate; le pareti sono ornate con affreschi bizantineggianti del XII sec.,e nel vano, oltre alle tombe di alcuni arcivescovi di Taranto, e' collocato un mirabile sarcofago d'eta' paleocristiana.

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