Giovedì, Dicembre 14, 2017

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Martina Franca

Martina Franca sorge nell'entroterra pugliese al confine delle tre province di Taranto, Brindisi e Bari. Secondo gli storici locali, le origini di Martina Franca risalgono al sec. X, quando sul Monte di San Martino sorse un piccolo villaggio di profughi tarantini, sottrattisi alle continue devastazioni saracene.  Intorno al 1300 fu eletta comune su ordine del Principe di Taranto Filippo I d'Angiò, ma secondo alcuni documenti storici, è possibile ipotizzare che Martina Franca fosse stata prima di quella data anche un avamposto militare a guardia del territorio di Taranto o una residenza di qualche nobile. Sembra che Filippo d'Angiò avesse concesso anche dei diritti e delle franchigie a chi fosse venuto ad insediarsi a Martina, e per questo fu denominata "Franca". ". Il nome della città è dedicato al Santo patrono San Martino, festeggiato l'11 novembre. La tradizione vuole che il Santo sia più volte corso in aiuto dei cittadini, proteggendoli in varie occasioni dalle invasioni barbariche e dall'assalto del nemico. Intorno alla città venne edificata una cinta muraria e torri di difesa, delle quali sono ancora leggibili: la Porta Stracciata, la Porta di S. Francesco, la Porta del Carmine e l'Arco di S. Stefano. Martina Franca nel sec. XV diventò poi feudo aragonese e nel sec. XVI ducato dei Caracciolo, nobile famiglia napoletana, che nella seconda metà del '600, con Petracone V, provvide all'edificazione dell'attuale Palazzo Ducale. Nel '700 la città conobbe il suo massimo splendore, che interessò una forte crescita economica, rivolta principalmente al settore agricolo e dell'allevamento, nonché un miglioramento dell'assetto urbano, che conferì un nuovo e spettacolare aspetto all'attuale nucleo antico martinese. Martina Franca è divisa in tre zone ben definite. La prima è il classico centro storico, la seconda è l'espansione cittadina oltre le mura (nel 1900) che amplia l'urbanistica storica della città, e la terza è la zona nuova con palazzine alte oltre 3 piani di tipo condominiale. Il centro storico di Martina Franca si presenta al visitatore in uno scenografico dedalo di viuzze e incantevoli stradine sulle quali si ergono pregevoli palazzi signorili, dalle stupende balconate in ferro battuto, antiche chiese e caratteristici slarghi. Passando attraverso le antiche porte d'accesso al nucleo antico si ammirano le monumentali torri rotonde e alcune torri quadrate appena visibili all'interno delle mura di cinta. Il Centro storico di Martina Franca presenta un'urbanistica singolare, le case venivano edificate in senso verticale; infatti, l'abitazione tipo è formata dal pian terreno dove si colocavano botteghe artigianali, o cantinette, al primo piano, invece, si trova la zona giorno, con cucina e sala da pranzo; dove si trova anche un imbocco del pozzo che arriva fin sotto la casa, nel luogo in cui è situata la cisterna d'acqua, per lo più di origine piovana. Il secondo piano è la zona notte con la stanza, o le stanze, da letto, generalmente con un balcone, o una finestra, che comunica con il tetto della casa. Il tetto era utilizzato per stendere i panni, o anche per imbandire tavolate. D'estate i tetti si trasformano in veri essiccatoi naturali dove gli anziani fanno essiccare fichi, noci, fave ed altri alimenti, o "spurgano" la lana e i materassi. La particolarità delle case pugliesi, a differenza del resto della penisola italiana, sta nel fatto che i tetti sono in stile greco-arabico, cioè piatti e non spioventi. Caratteristica importante del centro storico sono le vie strette e piene di "spigoli", vicoli ciechi e le strade nascoste: un vero labirinto urbano. Questo assetto anticamente presentava un duplice vantaggio: in caso di invasione nemica, infatti, era un mezzo per guadagnare tempo durante un'eventuale fuga, o per tendere imboscate ai nemici sfruttando vicoli ciechi e vie "nascoste" o poco visibili. La Valle d'Itria è una ricchezza artistica e naturale per il territorio di Martina Franca ed è per questo anche che la meta principale dei turisti. Da ricordare sono i caratteristici muretti a secco, i trulli, costruiti durante i periodi di civilizzazione contadina fuori dalla zona urbana, a differenza di quanto avviene ad Alberobello, dove sono situati all'interno del paese.

Il Festival della Valle d'Itria, nato nel 1975, da sempre fiore all'occhiello dell'attività culturale cittadina, propone titoli inediti e programmi di raro ascolto.
Un'attività ormai trentennale, alla quale per cinque volte è andato l'ambito riconoscimento del Premio Abbiati dell'Associazione nazionale dei critici musicali italiani. Dal 1988 il Festival della Valle d'Itria fa parte dell'European Festivals Association di Ginevra. E' inoltre socio fondatore di ItaliaFestival - Agis, l'organismo che rappresenta i maggiori festival italiani.

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