Domenica, Dicembre 17, 2017

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Ginosa

Ginosa, comune della Puglia sud-occidentale (già Genusium e Genusia)  si erge sul primo gradino delle falde meridionali della Murgia tarantina, il territorio si estende dalla gravina al mare, dalle pianure ai paesaggi collinari. Ginosa, in origine Genusia, si ritiene sia stata fondata dagli abitanti provenienti da Genusium, l'odierna Cnosso dell'isola di Creta. Taluni studiosi tuttavia fanno risalire il suo nome alle genti provenienti dall'antica Illiria, dove scorre il fiume Genusus. L'ipotesi più diffusa sul significato del nome parla di Genusium (da genus), "generatrice di popoli". Gli scavi in località Oscorosciuto testimoniano la presenza dell'uomo nel paleolitico. Successivamente durante l'età del bronzo fu abitata dai messapi. Con l'istallazione delle vicine colonie greche di Taranto e Metaponto, la pianura ginosina divenne di dominio conteso dalle due grandi polis.  In epoca romana Ginosa ebbe importanza per tre motivi: per la sua vicinanza alla via Appia che la fece una sorta di fortino militare,  per la sua piana che costituì un solido granaio per Roma,  per le capacità organizzative nell'approvvigionamento dell'esercito romano. Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e le conseguenti invasioni (Goti, Bizantini, Longobardi, Slavi, Saraceni e Normanni) i popoli di queste terre si spingono a trovare rifugio nelle grotte, alcune naturali altre scavate nel tenero tufo delle gravine. Con il finire del Medio Evo inizia il lento declino della civiltà rupestre. La gente lentamente abbandona la gravina per spostarsi sulla collina dove sorge l'odierno abitato, e dall'architettura "spontanea", fatta di forme e dimensioni estremamente irregolari, si passa alle case "lamiate" e alle case "soprane" della zona Popolicchio. È in questo momento storico che "il vivere in grotta" diviene, dal punto di vista sociale, un elemento discriminante. Sono da visitare: il Castello Normanno, la chiesa madre, le gravine e l'agro ginosino.

Il Castello

Il principale monumento di Ginosa è il Castello normanno, in zona orologio, fatto costruire nel 1080 da Roberto il Guiscardo per difendersi dalle incursioni saracene. L´imponente edificio del Castello di Ginosa venne costruito sulle sponde della gravina a livello dell´attuale Corso Vittorio Emanuele, dove oggi è l´ingresso principale, col breve ponte in pietra, che nel passato era un ponte elevatoio. Il Castello aveva tre torri merlate, elementi architettonici che furono però demoliti quando, nel XVI secolo, Ginosa divenne baronia della potente famiglia Doria. Così, il Castello acquisì l´aspetto di un grande palazzo che ancora oggi si erge poderoso a dominio di tutto l´antico abitato.

La Chiesa Madre

La Chiesa Madre è il simbolo della secolare devozione dei ginosini per la Vergine del Rosario, eletta patrona del paese nel 1765. La costruzione di questa chiesa, che ebbe inizio nel 1554 è stata realizzata in tufo locale. La linea architettonica, sia interna che esterna della Chiesa, è tipica del Cinquecento che armonizza lo stile gotico, dominante in Francia, con lo stile rinascimentale che si era affermanto in Puglia in quell´epoca. Sotto il rosone è raffigurato San Martino guerriero nell´atto di dividere con la spada il suo mantello per donarlo al povero e nudo Amiano. Il portale è formato da due colonne scanalate e sormontate da capitelli che reggono un architrave alla cui sommità è presente una lunetta di puro stile cinquecentesco. L´interno della Chiesa è a tre navate.

MARINA di GINOSA

La frazione di Marina di Ginosa è molto attiva dal punto di vista del turistico estivo; il mare eccezionalmente cristallino ed il lungo litorale di sabbia  bianca e sottile l'ha resa una delle più rinomate località turistiche dello Jonio con i suoi sette chilometri di arenile. In estate la popolazione residente, di circa 5.000 abitanti, sale a 40-50.000 presenze, raggiungendo punte massime giornaliere di 80.000 turisti, in alcune domeniche d'Agosto. Per la qualità del suo mare la FEE le ha riconosciuto per più di dieci anni la "Bandiera Blu". Ha inoltre ricevuto, per la stagione estiva 2009, il prezioso riconoscimento delle 3 Vele Blu da Legambiente.

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