Sabato, Dicembre 16, 2017

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Taranto

La città confina a nord con la provincia di Bari, ad est con quella di Brindisi, a sud col Mar Jonio, ad ovest con la Lucania. Il suo golfo si estende tra le coste orientali della Calabria, le meridionali della Basilicata, le occidentali della penisola salentina.
La provincia, la cui estensione è di Kmq. 2.722, comprende 27 comuni e 5 frazioni, con una densità di 190 abitanti circa per Kmq.
La città sorge a 15 m. sul livello del mare e gode di una posizione incantevole nello jonio, le sue contrade ricordano gli antichi monumenti di una civiltà ellenica che riaffiora nelle testimonianze dei reperti archeologici conservati nel Museo Nazionale di Taranto, la città dei due mari e del ponte girevole, il cui centro storico custodisce palazzi medioevali di notevole pregio architettonico. Le sue origini, secondo una antica leggenda, risalgono a circa 1200 anni prima della fondazione di Roma, quando Tiras o Taras, figlio di Nettuno, giunse in riva della foce del fiume Tara, nei pressi dell'attuale città, e mentre celebrava un rito in onore del divino padre vide apparire un delfino.

L'apparizione fu interpretata come un segno del cielo e pertanto in quel luogo Taras fondò la città di Taranto. Taranto fu celebre per le ricchezze ed il fasto, in quella Magna Grecia che rinnovò sulle sponde dello jonio lo splendore della civiltà ateniese, che è ancora oggi tangibile in una città piena di fascino, nella quale è facile rievocare gli splendori dell'antica metropoli che contava circa trecentomila abitanti e accumulava ricchezze immense grazie agli attivi commerci, le celebri industrie dell'aureo bisso e della meravigliosa porpora e per le sue famose scuole filosofiche. Al di là della leggenda, è certo che Taranto è stata colonizzata dagli spartani intorno al 700 a.C., che ne fecero poi la città egemone della Lega italiota. Gli spartani presero possesso di questo territorio per la fertilità del terreno e la pescosità della laguna: esisteva quasi sicuramente in loco un agglomerato urbano di Iapigi in rapporti con la Grecia fin dal 1200 a.C., a giudicare dalla ceramica micenea rinvenuta. Fu governata da un solo Re sino al V secolo e prestò aiuto a Sparta e da essa ne ricevette.Dopo la distruzione di Siri (530) e di Sibari (510) divenne la più importante città greca dell'Italia meridionale ed emporio di primaria grandezza.

La sua vita politica fu però sempre tormentata dalle lotte contro le popolazioni indigene. La sanguinosa sconfitta inflitta alla città da parte degli Iapigi a seguito di una lunga guerra (476-467), non impedì al regime oligarchico locale di iniziare un decennale conflitto contro Turi, appena fondata sul sito di Sibari e governata democraticamente, per il possesso della Siritide. Taranto riuscì a prevalere e fondò Eraclea presso l'antica Siri.
Raggiunse il culmine dello splendore politico e culturale nella prima metà del IV secolo sotto il dominio del pitagorico Archita, che a Taranto ricevette la visita di Platone nel 366. Ma la pressione esercitata dai lucani contro il suo territorio costrinse Taranto a ricorrere frequentemente ad aiuti esterni; nel 303 Cleonino di Sparta sottomise finalmente i lucani. Nel 282 i romani ruppero un ventennale trattato e inviarono una piccola flotta oltre il capo Lacinio, provocando la reazione dei tarantini che nel 281 assalirono la guarnigione romana a Turi, finché nel 280 si risolsero a chiedere l'intervento di Pirro. Questi venne sconfitto dai romani e anche Taranto dovette arrendersi: i suoi abitanti furono ridotti al ruolo di "socii" e da allora una forte guarnigione romana si insediò nell'acropoli. Passata dalla parte di Annibale, nel 209 Taranto venne ripresa da Q. Fabio Massimo e 30.000 prigionieri furono venduti come schiavi. Nonostante il dominio romano Taranto conservò a lungo la lingua e la cultura greca: la città fu patria di Aristosseno, il maggior teorico della musica nell'antichità, del poeta Leonida e di Livio Andronico. Più volte saccheggiata dai barbari, Taranto apri le sue porte a Belisario nel 546: nel 549 fu conquistata dai goti di Totila. Presto rioccupata da Narsete, a lungo contesa tra bizantini e longobardi, fu aggregata al ducato di Benevento da Romualdo I nel 671-687. Ritornò in seguito sotto i bizantini, ma a più riprese venne conquistata dai saraceni.

Venne poi conquistata dai normanni di Roberto il Guiscardo e passò poi a Tancredi d'Altavilla e ai suoi successori. Promotrice sotto gli Svevi di una rivolta contro Federico II, passò poi agli Angioini. Nel 165 Ferdinando d'Aragona la annetté alla corona di Napoli e nel 1502 fu occupata dagli Spagnoli. Nel primo decennio del XIX secolo vide potenziate le sue strutture militari, rianimata la sua vita economica e rinnovata la sua fisionomia urbana, ma decadde nuovamente sotto la restaurazione borbonica. Entrò a far parte del regno d'Italia, con tutta la Puglia, nel 1861. Nella prima guerra mondiale svolse un ruolo essenziale come principale punto d'appoggio delle navi italiane, francesi e inglesi operanti nel Mediterraneo; fu gravemente bombardata durante la seconda guerra mondiale. Da sempre base tra le più importanti della Marina Militare, Taranto ha sempre vissuto in stretto rapporto con il mare che costituisce ancor oggi l'aspetto dominante della città. E sul mare era protesa la vita dei pescatori e marinai che nel corso dei secoli popolarono l'antica Taranto, che fino a poco più di un secolo fa era circo-scritta quasi interamente all'interno della Città Vecchia o di un'isola.

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