Sabato, Dicembre 16, 2017

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Grottaglie

Grottaglie vuol dire molte grotte, nome che sottolinea tale peculiarietà di gran parte del suo territorio. La città si trova sul pendio di una collina delle Murge chiamata Monte Pizzuto,nell'entroterra di Taranto e all'estremità meridionale di quella Murgia dei trulli.

Essa sorge su un territorio in cui si alzano diverse gravine sui fianchi delle quali sono state scavate molte grotte; infatti, il centro è completamente scavato nel tufo, come testimoniato dalle Cave di Fantiano attuale sede di un teatro all'aperto dove annualmente si svolge il Festival Internazionale Musica Mundi di musica etnica e popolare.

Secondo molti studiosi, i cittadini in fuga delle cittadelle fortificate come Rudiae e Mesocoro, distrutte dalle invasioni barbariche diedero vita ai casali rupestri dai quali sorsero in seguito Grottaglie e Villa Castelli.

Sono numerosi i resti storici del Medioevo, poiché quando gli abitanti cominciarono a vivere nelle grotte delle gravine cominciarono a realizzare: le abitazioni, le scale, i sentieri, le opere di canalizzazione e di deflusso delle acque e le opere di urbanizzazione. Nel 960 d.C. quando i barbari distrussero i villaggi siti nel territorio e anche la stessa Taranto, le grotte ospitarono i fuggitivi. Sorsero così vari casali tra cui «Casale Cryptalearum», nucleo dell'attuale centro storico di Grottaglie.Nell'XI secolo i Normanni donarono alla Mensa Arcivescovile Tarantina il Casale e così sul finire del XIV secolo il feudo episcopale fu dotato di mura di fortificazione, assieme al Castello e alla Chiesa Matrice. Anni di difficoltà e crisi politiche portarono Grottaglie ad una "coabitazione" di due giurisdizioni feudali: una vescovile ed una laica. Prima la dominazione Spagnola e poi le lotte di giurisdizione tra Arcivescovi di Taranto e feudatari laici e ripetute sollevazioni popolari, caratterizzarono il secolo successivo fino all'abolizione della feudalità. Successivamente tali vicende accompagnarono la prima espansione urbana "fuori le mura", fino al periodo unitario, a partire dal quale la storia di Grottaglie si identifica con quella di molti centri simili nel Meridione d'Italia.

Da visitare il "Castello Episcopio" edificato alla fine del XIV secolo per volere dell'arcivescovo di Taranto Giacomo d'Atri, che aveva anche realizzato le mura e la chiesa madre. Ceduto al comune dall'arcivescovato, ospita nelle sale ricavate dalle antiche stalle il "Museo della ceramica del Castello Episcopio", che espone ceramiche datate dal 'VIII secolo a.C. ai nostri giorni e provenienti da collezioni pubbliche e private. Il museo si articola nelle sezioni dedicate alle all'archeologia, alle ceramiche tradizionali, alla ceramica contemporanea, alle maioliche e infine ai presepi.

Notevoli sono inoltre la Chiesa Madre di fondazione romanica, il cinquecentesco monastero delle Clarisse, il seicentesco convento di S. Francesco da Paola in stile barocco e la splendida chiesa del Carmine. Tra tutte le fenditure attorno all'abitato c'è quella di gravina di Riggio che è la più suggestiva e massiccia.

Sono inoltre presenti chiese, alcune delle quali contemporanee alla fondazione del castello e palazzi nobiliari quali:palazzo Urselli (XV secolo), con facciata pre-barocca e grande cortile interno, palazzo Maggiulli-Cometa, conla stessa struttura del precedente, palazzo Blasi, di epoca barocca e palazzo Cicinelli, sede dei principi feudatari della città.

Il comune di Grottaglie, famoso in tutto il mondo per la fabbricazione delle ceramiche, si considera uno dei centri più attivi della Provincia di Taranto per il richiamo turistico esercitato dal quartiere delle Ceramiche stesso.

Il quartiere delle ceramiche si sviluppa intorno al castello Episcopio. Nel quartiere operano, una accanto all'altra, le antiche botteghe figule che, in gran parte, ancor oggi, seguono i tradizionali metodi di lavorazione artigiana tramandati di generazione in generazione dalle famiglie dei maestri ceramisti.

Tra le particolarità delle ceramiche grottagliesi sono alcuni oggetti tra cui: lu capasone (recipiente di grandi dimensioni che serve a conservare e a mantenere in buone condizioni il vino o l'olio), lu srulu, una sorta di brocca in ceramica all'interno della quale si usava mettere vino a acqua , e la sua variante "lu srulu a segreto", "lu pumu" (pumo), un oggetto in terracotta che si pone agli angoli dei balconi della cittadina jonica: questo oggetto, dalla forma di un bocciolo, figura spesso come ornamento agli angoli dei balconi delle abitazioni nel centro storico cittadino.

 

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