Giovedì, Dicembre 14, 2017

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Palagiano

Palagiano detto in dialetto "Pala'scen o Pola'scen" è un comune della Terra delle Gravine Joniche denominata anche Città delle Clementine, per i suoi agrumi.

Palagiano è sempre stata considerata una cittadina con una collocazione geografica strategica, situata al crocevia di smistamento delle direttrici stradali verso la Basilicata, Calabria e il nord Italia. Proprio come sviluppo storico dell'antica presenza romana della via Appia, tanto da rimanere coinvolto a tutto quello che accadeva intorno.

Basti ricordare le scorrerie piratesche dei saraceni, che dovevano per forza attraversare il territorio Palagianese come è avvenuto durante la distruzione di Mottola. Per non parlare di passaggi di molti eserciti quali: quello longobardo, greco, bizantino e romano che per conquistare diversi territori limitrofi erano obbligati a passare da Palagiano.

Il territorio di Palagiano appartiene ad un polo di insediamento rupestre nella zona occidentale confinante con in comuni di Massafra e Mottola e chiese rupestri.come la Chiesa rupestre Santa Maria di Lenne.

In questa zona intorno all'anno 1100 circa doveva essere molto intensa la produzione di sale, in quanto ben trenta saline del fiume Lato furono donate ad una abbazia bizantina. Ancora oggi passando dalla SS 106 si può notare a ridosso del Fiume Lato in prossimità del bosco Romanazzi l'area denominata la Salina di Lato.

Nel 1081 Palagiano era stato infeudato da parte di Roberto il Guiscardo e dal 1250 le terre palagianesi furono acquisite dai vari feudatari:

Le proprietà passarono nel 1720 fino a principi Cicinelli di Cursi  che vi resto fino agli anni dell'800 e dovette affrontare le controversie derivanti dalle leggi contro la soppressione feudale.

Nel frattempo Palagiano divenne comune nel 1806. All'epoca la cittadina apparteneva alla Terra d'Otranto una delle dodici circoscrizioni sotto il Regno di Napoli e solo nel 1923, quando divenne capoluogo Taranto, passò dalla provincia di Lecce a quella jonica di Taranto.

Nel 1952 vennero scorporati grossi appezzamenti dell'ultimo feudatario il Principe Romanazzi e veniva ripartito per quelle famiglie numerose e povere del paese.

Iniziò cosi una epoca nuova non fatta di povertà ma inizio di crescita economica e culturale.

La gente iniziava a piantare nei propri terreni agrumeti e vigneti che sono stati la fortuna dei proprietari e la preziosità di un territorio che ha dato grandi vantaggi per le qualità del terreno.

Il centro storico di Palagiano è costituito da due rioni: La Terra ed il Convento. Sebbene molti palazzi signorili sono stati demoliti, ricostruiti o ristrutturati, i segni della loro origine è ancora presente nella memoria dei più anziani. Tra gli altri il Palazzo Baronale (detto castello), situato nella zona centrale della città, nei pressi del Municipio. Si presenta con forma quadrangolare in stile barocco pugliese poggiato su fondazioni molto antiche. Il palazzo Sannella risale al XVII e presenta ancora qualche particolare architettonico neorinascimentale. Poco distante dalla Chiesa dell'Immacolata si vede l'antico palazzo della cancelleria, una volta sede del Decurionato e proseguendo dalla Chiesa dell'Immacolata su Corso Lenne vi sono case appartenenti ai primi anni del 1900. Sulla medesima via la ex caserma dei carabinieri ora adibita ad Auditorium comunale risalente alla fine dell'800. Decentrati rispetto a questo primo nucleo, troviamo i palazzi delle Famiglie Carano in via dei Mille dei Toria in via Trento, dello scrittore Giovanni Maria Sforza. La Chiesa Matrice Maria Santissima Annunziata risalente al XVIII secolo, presenta una semplice facciata, opera di transizione dal barocco al neoclassico. Nella Chiesa vi è l'immagine del Santo Patrono, San Rocco, che si festeggia per antica tradizione il sabato, la domenica e il lunedì successivi al 16 agosto sua festa liturgica. La sera del sabato di festa ha luogo la processione della cavalcata - che dà inizio ai festeggiamenti in onore del Santo Patrono - con la sfilata di cavalli riccamente bardati e montati da bambini vestiti come il Santo Pellegrino.

La Chiesa dell'Immacolata è certamente la più antica del paese. Consacrata nel 1582 fu sconsacrata agli inizi del XIX secolo, con la soppressione del convento dei francescani conventuali sotto il titolo di Santa Maria della Nova; fu di nuovo consacrata nel 1938 e con l'occasione ci furono ristrutturazioni ma anche alcuni danni alle decorazioni del rosone. La Chiesa di San Nicola è la parrocchia più recente: nasce inizialmente in un luogo di culto con un piccolo salone in viale chiatona. Essa si presenta in stile Romanico semplice; all'esterno ci sono tre mosaici raffiguranti, da sinistra: l'incontro di Maria con Elisabetta, al centro la Sacra Famiglia, a destra il battesimo di Gesù. In alto un grande rosone raffigura l'immagine del Santo Nicola di Bari. Al suo interno vi è un grande mosaico di Gesù e del Padre con la scritta del vangelo di Giovanni: Io, sono la vita, la verità e la via.

A Palagiano si è sviluppata una intensa tradizione religiosa popolare di grande fede intorno alla Madonna della Stella troviamo infatti: La chiesa benedettina di Santa Maria di Lenne menzionata la prima volta nel 1110, presenta all'interno tracce di affreschi che una volta dovevano ricoprirla interamente. Si nota, nella nicchia absidale una Madonna con Bambino, in stile bizantino alquanto rovinata, che il Dalena accosta come tipo iconografico alla Platytera. Il Santuario Madonna della Stella è stato costruita recentemente in sostituzione di un'altra riedificata e benedetta nel 1954. Il Santuario è situato a 3 km fuori dal paese in aperta campagna. Prima di essa si suppone che ne esistesse un'altra primitiva, ma non si hanno notizie certe. Il Santuario è molto semplice, non presenta arricchimenti artistici, vi è un rosone molto semplice ed alcuni quadri disegnati da un'artista palagianese.

 

Sono stati molti rinvenimenti di necropoli, con tombe, corredi funerari, vasi, ceramiche e dipinti del IV-III sec. a.C. : la Villa romana detta "Parete Pinto" risalente al I sec. a.C., il Frantoio Ipogeo , le necropoli in contrada: Fontana del Fico, Ponte di Lenne, Cozzo Marziotta, Sorgente di Calzo ed il di San Marco dei Lupini megalito ritrovato agli inizi del '60 adiacente ad una cisterna gallo romana che, scondo alcuni studiosi occultebbe quella della cripta di S.Marco.

 

Il comune jonico di Palagiano presenta nel suo aspetto morfologico molte lame. Le lame si identificano come ampi e profondi solchi carsici, vie fluviali naturali.

Alcune lame si conservano ancora con un buono stato vegetativo, altre lame sono state bonificate e con la riforma agraria dove ora si possono vedere distese di agrumeti.

Il comune di Palagiano si estende su 7 km di litorale lungo la costa jonico tarantina.

Chiatona posta a circa 6 km da Palagiano sulla SS 106 Jonica è la prima località balneare dei palagianesi. A Chiatona vi è la Pineta dell'Appia dove è presente molta macchia mediterranea. Pino di Lenne, il cui nome deriva dai suoi boschi di Pino d'Aleppo e dal fiume Lenne. A Pino di Lenne vi è il Pino d'Aleppo più antico d'Europa, oltre 300 anni.

La Clementina del Golfo di Taranto è coltivata esclusivamente nei comuni della zona occidentale della Provincia di Taranto. Tra le città che coltivano la clementina c'è anche Palagiano, chiamata anche "La città delle clementine", nella quale ogni anno nel periodo di dicembre avviene la sagra del mandarino facendolo diventare il simbolo del paese. Ad esso è stato riconosciuto il marchio IGP.

 

La Clementina del Golfo di Taranto sono un incrocio tra il mandarino e l'arancio, caratterizzato dalla forma sferoidale, leggermente schiacciata ai poli, con una buccia liscia o leggermente rugosa, di colore arancio e con una lieve sfumatura verde. La polpa, anch'essa di colore arancio e molto succosa, ha un sapore dolce ed aromatico e contiene al massimo tre semi. Oltre a possedere un elevato contenuto di vitamina C, è rinfrescante e diuretica, e può essere consumata al naturale o impiegata per preparare succhi, sciroppi, sorbetti, marmellate.

Il clima caldo, soleggiato e poco umido del territorio che si affaccia sul Golfo di Taranto, influenza benevolmente la crescita e la maturazione del frutto, conferendogli caratteristiche qualitative eccellenti. L'irrigazione viene praticata quasi tutto dell'anno, e avviene a goccia o a zampillo, in modo diretto ma lontano dalla chioma, per evitare marciume nella zona del colletto della pianta. La raccolta viene effettuata rigorosamente a mano, onde evitare che i frutti si deteriorino.

Per celebrare il frutto tipico e simbolo della città di Palagiano, tra la fine di novembre e i primi di dicembre viene celebrata la Sagra del Mandarino.

Sagra che dura 3 giorni iniziando dal venerdì pomeriggio con stand, spettacoli ed eventi.

L'ultimo giorno della Sagra viene consegnato il premio "Mandarino d'oro" all'azienda agricola che ha il clementino più buono del comune.

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