Domenica, Dicembre 17, 2017

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Statte

Il territorio di Statte è solcato da numerose "Gravine" e "Lame"; le principali gravine sono quelle di Leucaspide e di Mazzaracchio . La numerosa presenza di queste gravine e lame ha fatto inserire Statte nel parco regionale "Terre delle gravine". Statte è il più giovane Comune della regione, ha infatti raggiunto l'autonomia amministrativa il 1 maggio 1993.

L'abitato di Statte sorge sui primi contrafforti della premurgia tarantina a circa 9 chilometri dal capoluogo (Taranto).

Il nucleo storico della cittadina occupa una piccola gravina detta "Canale della zingara"; questo antico agglomerato di abitazioni è scavato nella roccia, formando numerose grotte, tutt'ora abitate.

Il "centro storico", più recente, sorto nei primi decenni del secolo XX, occupa alcune "lame" sul fianco sud di una collinetta, detta "collina ridente". Il resto dell'abitato ha risentito del massiccio abusivismo edilizio degli anni 60', 70' e 80' causato dalla mancanza di piani regolatori in grado di soddisfare le esigenze abitative di un paese che triplicava in pochi anni gli abitanti (per lo più dipendenti della grande industria). Questo abusivismo spontaneo ha prodotto una espansione disordinata dei quartieri che ora risultano in gran parte "slegati" tra loro.

La presenza di grotte naturali, dei Dolmen, di numerose tombe, l'abbondanza delle acque del Triglio che si suppone scorresse lungo la gravina, sembrano confermare la presenza di antichi abitatori almeno nell'età megalitica. In epoca romana la contrada corrispondente all'attuale Statte fu abitata da cittadini romani o locali di ceto medio-alti. Infatti "l'acquedotto del Triglio" fu costruito probabilmente intorno al 123 a.C.. e, visto le difficoltà e gli alti costi di tale progetto, la costruzione poteva essere giustificata da un bisogno privato (le ville di cittadini) e pubblico (rifornire di acqua templi e altri luoghi pubblici, il porto mercantile e militare di Taranto).

La nascita del casale di nome Statte risale certamente a quando, dopo secoli di abbandono delle campagne, queste furono ripopolate in seguito alla distruzione di Taranto avvenuta nel 927 ad opera dei Saraceni; in tale occasione molte famiglie tarantine trovarono un rifugio sicuro nelle grotte naturali delle gravine e dei canali. Nel 1445 tutto Statte e l'intero casale fu concesso in feudo ai principi De Algericiis a cui probabilmente si deve la costruzione del castello (forse paragonabile ad una attuale masseria) che però andò ben presto in rovina.

In seguito, il casale di Statte, fu completamente abbandonato; i contadini cominciarono a dimorare nelle masserie, forse a causa della minaccia dei turchi, ma anche per stare il più vicino possibile al luogo di lavoro. Statte cominciò a ripopolarsi con i feudatari De Blasi (nobili di Martina Franca) negli ultimi anni del secolo XVIII, prima intorno alla masseria ed al palazzo baronale e successivamente per l'ennesima volta presso il Canale della Zingara in cui furono scavate nuove grotte. Nel 1800 circa per la frantumazione dell'eredità della famiglia Blasi e con le conseguenti difficoltà economiche in seno alla stessa famiglia, il feudo di Statte fu parzialmente venduto ad altri proprietari. Una spinta al ripopolamento furono i contratti di enfiteusi, derivati da una legge del 1806 che abolendo molti dei privilegi dei feudatari mise i contadini in una situazione lavorativa migliore e risvegliò quei sentimenti di libertà propri del risorgimento. La nuova ricchezza che ne derivò, vide fiorire diverse attività: cavamonte, muratore, carrettiere, falegname, fabbro ecc. In particolare le cave dei tufi divennero un bene di esportazione di Statte; infatti, a Taranto il borgo era in costruzione e da Statte partivano giornalmente per Taranto circa 90 traini, l'economia stattese cominciò lentamente a fiorire; però anche in questa attività lo sfruttamento del signore si faceva sentire pesantemente a causa dell'eccessivo canone che i cavamonti, giornalmente dovevano pagare. Nel secolo XX, gli abitanti di Statte danno il loro contributo di sangue nelle due guerre mondiali ma pagano anche il loro tributo per la libertà e per la democrazia. Il secondo dopoguerra, fu un periodo particolarmente difficile per gli stattesi che nel periodo bellico lavoravano principalmente nei Cantieri Tosi e nell'Arsenale. Gli stattesi si ritrovarono nella quasi totalità senza lavoro; l'emigrazione verso il Nord e verso l'estero fu notevole, così l'apertura del Centro Siderurgico rappresentò un'ancora di salvezza per le numerose famiglie senza reddito. Venne anche l'inquinamento insieme all'abusivismo edilizio, quest'ultimo derivato oltre che dalla pressione demografica anche dall'inefficienza e dalla miopia degli amministratori Tarantini che non avevano saputo dare un piano regolatore adeguato alle nuove esigenze. Statte era un paese ormai moderno se non fosse per la mancanza totale dei servizi primari, acqua e fogna per primi.

I tempi per Statte autonoma erano ormai maturi: con un referendum plebiscitario gli stattesi si pronunciarono per l'autonomia, e nel 1993 fu eletto il primo sindaco di Statte.

L'autonomia comunale ha portato in Statte un nuovo vento di imprenditorialità che si avvia a dare i suoi frutti. È discretamente attiva l'attività edilizia che si spera di incrementare con la prossima approvazione del nuovo piano regolatore. L'agricoltura non riveste particolare importanza per la quantità di prodotto ma si distingue per una produzione di prestigio di olio di oliva, da parte di aziende che operano con il sistema tradizionale di spremitura "a pietra". L'attività artigianale non è significativa anche a causa della mancanza, a tutt'ora, del PIP, mentre quella del commercio, pur risentendo della vicinanza di due ipermercati è abbastanza attiva.

Fra le principali attrattive di carattere naturalistico, Statte vanta sicuramente la sua gravina. La vicinanza all'abitato e la presenza di parapetti e corrimano, ne fanno un'attrazione di grande impatto e di facile accesso per tutti. Le sue pareti verticali e di calcare compatto, inoltre, sono attrezzate per la pratica dell'arrampicata sportiva (o free climbing).

Sin dal 1983 la gravina di Statte rappresenta una delle principali mete per gli appassionati del Free Climbing; con l'arrivo della primavera, infatti, è frequente incontrare gruppi di climbers italiani e stranieri che si cimentano sulle oltre 100 vie già attrezzate.

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