Martedì, Maggio 22, 2018

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Chiesa dei SS.Medici

Chiesa dei SS.Medici

Usciti su via di Mezzo dopo pochi passi ci si trova di fronte la chiesa dei SS. Medici, importante più dal punto di vista della devozione popolare che dal punto di vista storico-artistico. L'edificio odierno sostituisce uno molto più antico dato che si ha notizia di una chiesa qui ubicata sin dal 1379. La chiesa antica non doveva essere molto differente dall'attuale: una semplice aula a sviluppo longitudinale ed un solo altare.

All'interno meritano una certa attenzione il dipinto sull'altare maggiore ( che ora si conserva in San Giuseppe ), le due statue lignee dei santi protettori ( sempre conservati in San Giuseppe, molto simili a quelle statue lignee che almeno fino al 1700 erano adorate e portate in processione ) e un dipinto, raffigurante i SS. Medici, presente sulla parete sinistra della chiesa, datato 1834. La tela sull'altare maggiore (in stile bizantino, datata 1538) raffigura la Vergine di Costantinopoli che reca in braccio Gesù mentre ai lati sono rappresentati i Santi Cosma e Damiano.

La presenza di questo soggetto si spiega tenendo presente che in questa chiesa si trasferì la confraternita di Santa Maria di Costantinopoli (istituita nel 1582), trasferitasi da un'altra chiesetta, oggi molto mal ridotta, sita sul cavalcavia ferroviario, intitolata proprio alla Vergine Costantinopolitana, ed abbastanza importante per quanto del tutto trascurata dall'opinione pubblica: eretta nel 1570 fu poi demolita a causa dei lavori allo scalo ferroviario e poi ricostruita pietra su pietra qualche centinaio di mentri più avanti, nel 1926. Ritornando alle statue lignee dei SS. Medici, possiamo dire che con ogni probabilità esse risalgono al XIX secolo.

Quest'ultime, prima della processione del 26 settembre ( giorno in cui la chiesa viene riaperta al pubblico), vengono svestite e rivestite con gli abiti da parata, in seta con ricami in oro, abiti confezionati a Roma negli anni '50 del XX secolo. L'operazione è un vero e proprio rito; una volta abbigliate le statue da mano femminili, gli uomini fissano sui santi le aureole e i simboli del martirio ( sulle mani ) e quelli della loro attività di medici ( sul piedistallo ) e così li portano in processione per la città vecchia, preceduti da una banda e seguiti da una rappresentanza della confraternita, dai devoti e semplici curiosi.

I confratelli indossano un camice bianco, una mozzetta di seta in taffetà verde con bottoncini e profili rossi, un cordone rosso stretto ai fianchi, scarpe nere e calze verdi, cappuccio bianco in testa con una piccola mezzaluna rossa sul retro.

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