Giovedì, Dicembre 14, 2017

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Amici della Musica - Francesco Manara e Dario Candela

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Via Grazia Deledda, 74123 Taranto TA, Italy
Amici della Musica - Francesco Manara e Dario Candela
Categoria:
Orario
da : Apr 14 alle 21:00
a : Apr 14 alle 23:45
Riassunto Evento
Amici della Musica - Francesco Manara e Dario Candela
Evento Amministratori
Posti disponibili
Posti illimitati
Guida all'ascolto
La Sonata K 454 in si bemolle maggiore per violino e pianoforte di Mozart venne concepita nel 1784 «in gran fretta» (come scrive il compositore in una lettera) per essere eseguita da Mozart stesso insieme alla violinista mantovana Regina Strinasacchi, allora ventitreenne, al Kärntnerthor Theater di Vienna; la mancanza di tempo necessario impedì al compositore di mettere per iscrit- to la parte del pianoforte, ragion per cui pare che egli la eseguì all’impronta direttamente in concerto, mettendo sul leggio un foglio bianco per ingannare il pubblico – e così stupendo l’Imperatore.
I tre movimenti Allegro – Andante – Allegretto sono preceduti da un Largo dalla funzione introduttiva che stabilisce fin dal principio un rapporto di eguaglianza fra i due protagonisti, riscattando il piano- forte dal ruolo di puro accompagnamento e conferendo a entrambi gli strumenti pieno splendore concertante; tale splendore si espri- me pienamente nell’Allegro ma è destinato a tornare nel sofisticato Allegretto in forma di rondò che chiude l’opera, dopo un Andante più disteso e impreziosito da abbellimenti in cui indugiano entrambi gli esecutori.
La Sonata per violino e pianoforte n. 1 in la minore op. 105 di Schumann venne composta fra il 12 ed il 16 settembre 1851, senza soddisfare completamente il compositore (il quale ne compose una seconda, l’op. 121 in re minore, da lui subito giudicata superiore) ed eseguita per la prima volta da Clara Schumann e Fer- dinand David nel marzo del 1852.
Immediatamente appassionato, il primo movimento (Mit leiden- schaftlichem Ausdruck) presenta il tema, romantico e lirico – e in seguito utilizzato come base di partenza per ideare quasi tutto il materiale motivico che permea la Sonata – al violino, accompagnan- dolo con un inquieto disegno di sestine di semicrome al pianoforte. Più calmo ma sempre scorrevole il secondo tempo, un Allegretto in forma di scherzo il cui tema principale morbido e delicato diviene poi più giocoso e vivace. Obbedendo ad una sorta di chiasmo stili- stico il terzo movimento riprende il clima agitato del primo; tonalità maggiori e minori sono costantemente alternate e appaiono spunti motivici in apparenza nuovi, in realtà generati per gemmazione dal tema principale; in chiusura la scrittura si intensifica fino alla nuova ed ultima apparizione del tema conduttore.
La Sonata in la maggiore per violino e pianoforte di César Franck vide la luce nel 1886, in un periodo segnato da scontri fra il compositore e i colleghi in seno alla Societé Nationale de Musique, in quell’anno animata da accese dispute fra autori più ‘conservatori’ (come Saint-Saëns) e quelli più innovativi, come D’Indy o lo stesso Franck (il quale divenne proprio quell’anno presidente della socie- tà). L’opera non risentì tuttavia delle tensioni che angustiavano il compositore e venne offerta come regalo di matrimonio a Eugène Ysaÿe, grande violinista, compositore e direttore d’orchestra allora trentunenne che eseguì immediatamente la Sonata davanti ai suoi stessi invitati insieme alla pianista Léontine Bordes-Pène. Da allora Ysaÿe mantenne in repertorio ed eseguì la Sonata in tutto il mondo, contribuendo a consolidare la fama di Franck, già valente organista, anche come compositore.
Suddivisa in 4 movimenti, l’opera si segnala per il generale ricorso all’unificazione motivica, ossia l’utilizzo delle stesse idee ritmico- melodiche (o di loro variazioni) nel corso di tutta la Sonata, di fatto aggregando coerentemente i 4 tempi e dovendo quindi ricorrere ad altri mezzi per differenziarne i caratteri. L’introspettivo Allegretto ben moderato d’apertura espone immediatamente il materiale mo- tivo che permea tutta la Sonata, mentre il secondo tempo esordi- sce fiammeggiante e passionale, spesso considerato il vero incipit dell’opera, dopo un primo tempo che funge idealmente da introdu- zione. Il terzo movimento ha, come suggerisce l’indicazione agogica (Ben moderato: Recitativo-Fantasia), spiccato carattere improvvisativo, per poi trasfigurare la parte del violino in una incantata melodia di note lunghe adagiata sui prima morbidi, poi sempre più mossi arpeggi del pianoforte. Il quarto tempo riespone infine il materia- le d’apertura ma in canone (prima al pianoforte, subito dopo al violino): temporaneamente abbandonata in alcuni passaggi dove il pianoforte è solo, la struttura in canone viene sempre ripresa, per giungere al magnifico e luminoso finale in stretto dove la distanza che divide le imitazioni reciproche dei due strumenti è ridotta a metà battuta.
Chiude il concerto una delle pagine più celebri di Camille Saint- Saëns, autore che contribuì moltissimo allo sviluppo del repertorio violinistico con i suoi tre concerti per violino e orchestra e altre opere più brevi per il medesimo organico: fra queste è l’Introdu- zione e Rondò capriccioso op. 28, databile al 1863 e dedicata all’allora diciannovenne spagnolo Pablo de Sarasate, virtuoso violini- sta e futuro compositore. La scrittura è smagliante e meravigliosa, e si attinge a piene mani dai ritmi tipici della musica spagnola (proce- dimento a cui il compositore fa ricorso anche per l’Havanaise op. 83 ed il Caprice andalous op. 122); protagonista assoluto è lo strumento solista, impegnato in floridi e colorati passi di virtuosismo tecnico che tuttavia nulla tolgono al valore estetico della partitura, conge- niata tanto per sorprendere l’ascoltatore quanto per evocare in lui il profumo di scenari esotici e quasi fiabeschi.

Programma
WOLFGANG AMADEUS MOZART
(Salisburgo, 1756 – Vienna, 1791)
Sonata in si bem maggiore KV 454
Largo - Allegro
Andante
Allegretto

ROBERT SCHUMANN
(Zwickau, 1810 – Bonn, 1856)
Sonata op. 105 in la minore
Mit leidenschaftlichem Ausdruck
Allegretto
Lebhaft

CÉSAR FRANCK
(Liegi, 1822 – Parigi, 1890)
Sonata in la maggiore
Allegretto ben moderato
Allegro quasi lento – Tempo I
Recitativo/fantasia
Allegretto poco mosso

CAMILLE SAINT-SAËNS
(Parigi, 1835 – Algeri, 1921)
Introduzione e Rondò capriccioso
Taranto (Taranto)
TaTà
ore 21:00
ingresso a pagamento
Info. 099 730 39 72

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