Disegnata da Giò Ponti e voluta dall'allora arcivescovo Guglielmo Motolese, è dedicata alla gran Madre di Dio e si articola in due chiese sovrapposte. Ebbe il duplice scopo di nobilitare la nuova periferia e di offrire un'alternativa più ampia e meglio raggiungibile alla cattedrale di San Cataldo, nell'Isola. Completata nel 1970 in stile neo-gotico, è caratterizzata da una "vela" di 40 metri (alta costruzione a traforo ampia quanto la facciata e dietro di questa), grandi vasche in cui si specchia la chiesa, e una larga scalinata frontale
Disegnata da Giò Ponti e voluta dall'allora arcivescovo Guglielmo Motolese, è dedicata alla gran Madre di Dio e si articola in due chiese sovrapposte. Ebbe il duplice scopo di nobilitare la nuova periferia e di offrire un'alternativa più ampia e meglio raggiungibile alla cattedrale di San Cataldo, nell'Isola. Completata nel 1970 in stile neo-gotico, è caratterizzata da una "vela" di 40 metri (alta costruzione a traforo ampia quanto la facciata e dietro di questa), grandi vasche in cui si specchia la chiesa, e una larga scalinata frontale 
